La campagna entra in città per qualificare i vuoti urbani - 2011

Il censimento è stato condotto in tutta la porzione di territorio a pianificazione comunale, escludendo le aree sottoposte a pianificazione da parte del parco del Ticino. Il principio base che si è voluto seguire è stato quello dell'omogeneità territoriale, ossia sono state considerate corpi unici tutte quelle aree che si trovano vicine sia come distanza spaziale sia come uso del suolo.Questo ha portato alla creazione di aree molto piccole nell'area urbana che comprendono aree vegetate e in stato di abbandono ed aree di dimensioni consistenti e poco compatte nella zona periurbana dove l'uso è maggiormente agricolo.Le aree oggetto di studio sono cinque e non risultano gestite in nessun modo salvo che la obbligata manutenzione legata al taglio saltuario delle superfici verdi. Ciascuna area di intervento è stata descritta a seguito dell'attività condotta direttamente sul campo e finalizzata a: ricomporre il quadro sulla situazione urbanistica, agronomica ed ambientale, misurare quantitativamente e qualitativamente le aree per restituire un quadro conoscitivo puntuale, rilevare le condizioni naturali ed artificiali presenti per individuare le potenzialità insite e le criticità da risolvere nella fase progettuale (studi di fattibilità), mappare le funzionalità spaziali e le relazioni con il contesto circostante. Fare entrare la campagna in città significa, all'interno del progetto, innescare un processo inverso a quello dell'urbanizzazione: il concetto basilare è quello in cui non è più la città ad espandersi consumando suolo alle campagne circostanti ma sono proprio le campagne a riappropriarsi di parti di città. Il gruppo di lavoro ha scelto di avvalersi di strumenti partecipativi che gli consentissero di impostare un dialogo costante con la cittadinanza .Attraverso un mix telematico e fisico sono stati creati un blog del progetto e promossi quattro incontri di partecipazione

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